Editoriale

MARMOLÉDA N. 3 - 4 Novembre Dicembre 2011 (49 - 50)

Mi trovavo a casa di Lucio alcuni giorni prima del suo ultimo e definitivo ricovero in ospedale.

Era palesemente sofferente e, tuttavia, seguiva con attenzione la descrizione che gli facevo circa gli sforzi e le difficoltà che il coro affrontava nell’apprendere un nuovo brano particolarmente complesso. E quando gli feci ascoltare il demo chiuse gli occhi e mimò una possibile direzione. Ad un certo punto mi chiese di aprire il sancta santorum dove custodiva gelosamente il materiale raccolto durante gli oltre undici lustri alla guida del Marmolada per mostrarmi con entusiasmo alcuni spartiti, quasi tutti autografi, di brani che, per le ragioni più varie, non poté o non volle inserire nel repertorio del coro.

Di alcuni ne parlò con affetto quasi paterno rimpiangendo di non averli potuto far eseguire dal “suo coro”, e mi consigliò di proporli al suo ormai ex vice; di altri raccontò gli aneddoti che ne impedirono la possibile acquisizione al repertorio; di altri ancora, pur vantando questi firme prestigiose, mi disse che non gli erano piaciuti affatto oppure che non gli aveva ritenuti adatti allo “stile” Marmolada.

Ecco, pur nell’imminenza del momento di “andare avanti”, Lucio pensava ed agiva come se dovesse ancora continuare a dirigere il suo coro.

Del resto ricordo che negli ultimi anni, pur avendo da tempo delegato al suo vice l’intero onere di preparare il coro, lo vedevo seduto in disparte che “dirigeva” l’esecuzione.

Altri diranno che, probabilmente, egli abbia amato il coro quasi più della sua stessa famiglia. Di sicuro gli ha dedicato tutto se stesso tanto che in più di un’occasione ho affermato, senza tema di smentita, che Lucio Finco era il Coro Marmolada ed il Coro Marmolada era Lucio Finco.

Ed è proprio questo suo modo di essere e di vivere il Marmolada che occupa interamente questo numero di Marmoléda, e che vi proporremo il prossimo 24 novembre attraverso il racconto delle sue scelte musicali e con il concerto il sabato successivo.

Più sopra la locandina degli eventi riportante la foto scattata da Alessandro Ballarin il 9 dicembre 2009 sul palco del Teatro Malibran in occasione del concerto del sessantesimo, ultimo diretto da Lucio Finco.

 

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