RICORDI
SOVRAPPOSTI, MA VERI.
Antonio
Dittura
Sì!
Credo che questo sia veramente il ricordo più antico che ho del CORO
e, conseguentemente, di Lucio. E’ passato mezzo secolo da quella sera
di dicembre. Nevicava.
Io
e i soliti amici del Patronato eravamo andati al Concerto Natalizio del
Marmolada a Ca’ Giustinian.
La
Sala delle Colonne era piena e quando il Coro si è schierato, un religioso
silenzio ha sottolineato gli attimi di attesa, prima di udire il titolo e le
note della prima canta.
Come
sempre Lucio aveva scelto un bel repertorio ed il pubblico aveva calorosamente
applaudito tute le esecuzioni. Ma il bello non era ancora venuto.
Finalmente
il presentatore annuncia l’ultima canta: ”Oggi è nato in una stalla“.
Le luci in sala vengono abbassate e la scena della Natività si disegna nelle
menti degli spettatori.
Straordinariamente
le parole e la musica evocano delle immagini molto varie: in una prima scena si
vede una stalla mutarsi per incanto in una bella sala. Ma la Madonna non riesce
a scaldare il pargolo e, fra le lagrime ed i sospiri, si priva del velo per
poterlo ricoprire. Ora la gioia per
la nascita del Re Novello esplode con le nuove note della canzone: “Viva,
Viva il nato Re” “Viva il Re Messia, che ha donato a noi Maria.” Poi questa esplosione di gioia
si tramuta in un calmo, sereno augurio di Buon Natale, che in quel
momento nessuno si aspetta, ma che tutti gradiscono, perché è fatto col cuore,
come fa ben capire il sorriso che Lucio e Coristi hanno sul volto ...
Da
quella sera il mio primo impegno è stato quella di entrare nel Coro Marmolada e
quando ci sono riuscito ho cercato di capire le motivazioni della scelta del
repertorio di Lucio. Io credo che, al di là del gusto personale, ci sia sempre
stata la gioia dell’interpretazione.
Mi
spiego con un esempio.
Non
ho mai cantato “Le voci di Nikolaiewca” se non diretta da Lucio
stesso.