Scambio di opinioni
L’articolo
RASSEGNE CORALI ha innescato un vasto
dibattito. Fra le mail pervenute ne riportiamo due fra le più significative
Nel
numero di giugno 2005 dal titolo: “Rassegne
corali: occasioni positive e negative” esponevo il mio parere su come
funziona nel nostro mondo corale l’organizzazione delle rassegne ed i lati
positivi e negativi delle stesse secondo come la penso io. L’articolo ha
“girato” anche in internet e, naturalmente, sono arrivati dei commenti.
Di
seguito, anche se un po’ tagliati per motivi di spazio, riportiamo gli
interventi di due amici, Mario Peddi del Coro di Florinas in Sardegna, e Roberto
del Coro S.Ilario di Rovereto tra i più significativi.
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Mario Peddi (coro di Florinas Sardegna)
Fa piacere tante volte sentire giudizi su aspetti, sia negativi
che positivi, sulle rassegne di cori.
Effettivamente, per un coro partecipare alle rassegne, e
veramente qualcosa di molto soddisfacente, sia per la cultura personale del
corista, sia per la conoscenza di altri brani, o pezzi musicali inediti di altro
gruppo di diversa regione, e di diverso tipo di canto, e, inoltre, approfondisce
la conoscenza musicale dei maestri, che hanno l'occasione di valutare e creare
allo stesso tempo una specie di disputa bonaria tra diversi gruppi. Nasce con
questo sistema una diversa preparazione più accentuata e motivata e gratificata
per tutti.
All'incontrario dei cori che ancora, e sono tanti , non
percepiscono il cosiddetto scambio, che rimangono chiusi nel loro canto e nelle
loro melodie, oramai in un certo senso passate, e forse anche noiose. Il
pubblico deve essere sempre stimolato, sia da nuovi brani che da nuovi volti, e
il ripetersi all' anche, infinito degli stessi brani porta all’assuefazione
del brano stesso, portando nel momento degli incontri ad un rifiuto del pubblico
alla partecipazione.
Un numero di cinque è l' ideale di cori presenti. Si da
possibilità di far girare diversi gruppi con diversi repertori. Il pubblico si
annoierebbe di meno e ascolterebbe di più.
L'acusticità del sito è importante, e anche per questo e bene
fare queste rassegne dove vi sia il più assoluto silenzio, e dove il pubblico
viene per ascoltare e non per parlare, se non si ha un anfiteatro e bene farli
nelle chiese, o locali idonei. Se poi le rassegne estive, come dalle nostre
parti si fanno all' aperto negli anfiteatri, esistono al giorno d'oggi validi
amplificatori che portano in risalto le voci . Le rassegne invernali vengono
fatte nelle chiese.
La diversità dei cori è importante per imparare.
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Roberto (coro S. Ilario di Rovereto) - Sono un corista del S. Ilario di Rovereto. Siete già stati ospiti del
nostro coro nel prestigioso teatro Zandonai (da 3 anni chiuso per restauro e
chissà per quanto ancora). Era il 5 dicembre 1992. Già allora per noi la
rassegna era un'incontro confronto (nel senso buono della parola) e i cori
venivano invitati per il loro valore artistico per quello che esprimevano e non per un semplice scambio.
Ciao a tutti e grazie