La
pagina di Arco Acuto
![]()
La castradina
tradizionale
incontro con Arco Acuto nella festività della Madonna della Salute –
Conoscere un po’ di più il Brasile
Pierpaolo
Minelli
Arco
Acuto incontra i soci e gli amici nel giorno della Madonna della Salute,
domenica il 21 novembre, per
parlare di Brasile e di bambini, per gustare la tradizionale “castradina”, per
stare insieme.
Per
i soci di Arco Acuto è divenuta “tradizione” trovarsi nei giorni intorno
alla festa della Madonna della Salute per gustare insieme la “castradina”,
l’origi- nale piatto veneziano a base di verze e di castrato salmistrato e
affumicato.
Poiché
quest’anno la Salute cade di domenica (21 novembre), abbiamo pensato di
allargare agli amici (e in particolare agli amici del Coro Marmolada,
testimonial di “Progetto Meninos – Frei Giorgio”) questa giornata speciale
che vede tantissimi veneziani in pellegrinaggio per un voto, per un ringraziamento,
per una preghiera sulla salute nostra e dei nostri cari, creando l’occasione
per una riflessione sul Brasile e sui bambini del Brasile che sosteniamo
attraverso il CEPE (il Centro voluto e creato da Frei Giorgio Callegari a San
Paolo), considerato che alla Madonna della Salute è dedicata la bella Cappella
di “Colonia Venezia”, la prima struttura per l’accoglienza dei bambini
delle favelas costruita da Giorgio Callegari in Brasile.
Abbiamo
allora immaginato una giornata in tre momenti: il pellegrinaggio alla basilica,
una riflessione sul Brasile attraverso la presentazione di fiabe brasiliane
raccontate dallo scrittore per l’infan- zia Luigi Dal Cin (che sta realizzando
un nuovo libro che raccoglie varie fiabe
di quel paese) per conoscere meglio le tradizioni e le fantasie dei
bambini e dei ragazzi che - in qualche modo - le varie associazioni italiane e
svizzere sostengono ed aiutano, infine una bella tavolata per gustare la “Castradina”.
Purtroppo
lo scrittore per l’infanzia il 30 settembre ci ha risposto “Sarei
venuto a trovarvi molto volentieri, ma domenica 21 novembre sarò a Sarmede
(TV), alla Mostra Internazionale di Illustrazione per l'Infanzia per tenere un
corso di scrittura creativa sullo scrivere per ragazzi. La Mostra che si
inaugurerà a metà ottobre sarà dedicata proprio al Brasile! Spero ci saranno
nuove occasioni: mi rendo disponibile fin da ora!”
In
attesa di “costruire una nuova occasione” evidentemente dobbiamo modificare
la nostra ipotesi per il 21 novembre 2010: ci stiamo pensando e vi faremo sapere
il programma. Intanto fateci
saper se vi piace la nostra proposta che potrebbe vederci a riflettere sull’impor-
tante avvenimento che il 3 ottobre impegna il Brasile, chiamato a votare - per
il primo turno - alle elezioni presidenziali, dopo due mandati (otto anni) dalla
elezione di Lula (la
costituzione Brasiliana non prevede la possibilità di essere rieletti per più
si due mandati consecutivi) che lascia la presidenza con un indice dii popolarità
altissimo e l’economia in pieno boom.
Conoscere
un po’ di più il Brasile
La
prima elezione di Luis Inácio Lula Da Silva, richiama l’ultima visita di Frei
Giorgio Callegari in Italia prima della sua morte. Era una bella giornata di
sole e alla Ca’ di Dio, in una sala affollata, frei Giorgio con grande
entusiasmo raccontò delle speranze che il Brasile riponeva nell’operaio Lula
che aveva promesso riforme economiche e politiche e si impegnava a combattere la
fame, endemica in quel grande e ricco paese pieno di contraddizioni.
Non
è questo il luogo per sviluppare un discorso ampio sulle cose effettivamente
realizzate in Brasile in questi ultimi anni o sulle delusioni di quel paese, ma,
considerato che nella nostra attività ci occupiamo soprattutto di formazione e
di istruzione dei bambini e dei ragazzi che il CEPE accoglie a Colonia Venezia,
nella Scuola Famiglia Agroecologica di Peruibe e nella Scuola Esperança voluta
- a San Paolo - da Giorgio Callegari (e costruita - ci piace ricordarlo - con
l’impegno di tutte le associazioni che partecipano a “Progetto Meninos”)
crediamo possa essere interessante leggere insieme l’articolo apparso sul
settimanale “Internazionale” del 1° ottobre 2010 intitolato “Il futuro è
nella scuola” di Gustavo Loschpe.
“Il
Brasile deve investire nell'istruzione" Oggi solo il 25 per cento degli
abitanti è completamente alfabetizzato”.
La
maggioranza dei brasiliani non si è resa conto che siamo in guerra, almeno sul
fronte dell'istruzione. Se continueremo a formare così pochi giovani
qualificati non riusciremo a trasformare il Brasile in un paese del primo mondo.
Ci
sono due strade per far crescere un'economia. La prima è aumentare i fattori di
produzione, il lavoro e il capitale. La seconda è aumentare la produttività. A
lungo termine, solo la seconda soluzione è sostenibile. E il cammino per
raggiungere una crescita della produttività è uno solo: la scuola. In Brasile
il fallimento è totale. Per quanto riguarda l'istruzione post laurea, solo
58mila persone fanno un dottorato di ricerca e, di queste, 31mila sono
concentrate negli stati di São Paulo e Rio de Janeiro. Per quanto riguarda
l'università, il tasso d'immatricolazione è intorno al 20 per cento. Il nostro
sistema scolastico è arcaico, soffoca i ragazzi con un programma enorme e gli
insegna poco. Nella classifica del rapporto Pisa, che analizza il livello di
apprendimento degli alunni di 15 anni in 57 paesi, il Brasile si è piazzato al
54° posto in matematica, 52° in scienze e 49 in lettura"
Le
indagini sull’alfabetizzazione della popolazione mostrano che solo un
brasiliano su quattro è alfabetizzato. La maggior parte delle scuole non riesce
ad alfabetizzare gli studenti entro i primi due anni di studio.
Il
fatto sorprendente è che in Brasile, anche nelle zone più povere, esistono
decine di scuole e professori che alfabetizzano il 100 per cento degli alunni
entro il secondo anno di scuola. Ci sono quindi delle soluzioni perfettamente
replicabili e a basso costo.
Una
delle tragedie del sottosviluppo, soprattutto in un paese democratico, è che le
necessità della popolazione superano sempre la capacità di soddisfarle. Per
questo i politici sono tentati di trascurare una delle loro funzioni più
importanti, quella di individuare le priorità.
L'eccesso
di problemi del nostro sistema scolastico è un invito al populismo, e qualunque
leader che non affronti tutti i problemi del sistema educativo corre il rischio
di essere accusato d'indifferenza o elitarismo.
Per
fare in modo che gli studenti escano dalla scuola con una buona formazione e
preparati per il mondo del lavoro servono misure radicali che scatenerebbero le
proteste dei sindacati della scuola. Speriamo che un giorno un presidente
brasiliano si assumerà quest'impegno: "Alla fine del mio mandato, nessun
bambino arriverà al terzo anno di scuola senza saper leggere e scrivere” .
Per
informazioni: