di Antonio
Dittura
Avete mai cantato il Tantum ergo Sacramentum
sullaria di Stelutis alpinis? Provate ... Viene
benissimo!
Noi (io, Renato, Luciano, Pio, lo stonatissimo
Nino e qualche altro), una sera in cui lorganista non era
venuto, decidemmo di provare a mettere le parole del famoso canto
gregoriano sulle note del bel canto friulano. Il risultato fu
meraviglioso! Alla fine della funzione, il fioretto
del mese di maggio, lo stesso Parroco ci fece i complimenti. Vi
sto parlando di sessantanni fa, quando la celebrazione del
mese Mariano ci offriva loccasione di uscire dopo cena, per
andare in Chiesa a cantare le litanie e, appunto, il Tantum
ergo e i vari inni, che le vecchiette trascinavano in
lungo, con un florilegio di pronunce delle parole latine da far
arricciare il naso anche al sagrestano.
Su tutte le voci dellAssemblea,
emergeva quella dellArmando, che dalla prima panchina
rispondeva per primo a Don Ugo, compiacendosi della propria
potente voce baritonale. Quella sera li fregammo tutti.
Nessuno conosceva Stelutis alpinis,
per cui, allibiti, rimasero in silenzio ad ascoltarci. Da
allora fu nostro impegno travisare i vari
canti gregoriani, interpretandoli con ritmi diversi, o
mascherandoli con le melodie che conoscevamo. Ed erano tante,
dato che passavamo la maggior parte del nostro tempo a
cantare: in patronato, in chiesa, sul ponte della Libertà.
Lapice lo raggiungemmo con il Dies
irae!
Io lo cantavo ai Cavanis e ne
conoscevo bene il motivo. Avevo anche avuto la fortuna di
sentirlo cantare dai Frati di San Francesco del Deserto. Al
ricordo mi vengono ancora i brividi lungo la schiena!
Il fraseggio di questo maestoso canto
consente di sovrapporgli parecchi ritmi moderni, compresi quelli
ballabili. E noi ci divertivamo a canticchiarlo, sostituendo le
terribili parole latine con un ritmato papparara ... papparara
... E leffetto era veramente notevole. Naturalmente ci
guardavamo bene dal farci sentire da Don Ugo!
A noi bastava cantare ... cantare tutto ...
le litanie ... le cante degli alpini ... le villotte friulane ...
il Dies irae ...
Non volevamo dissacrare ... ma solo ...
cantare! E cantavamo bene!
E se è vero il detto che chi canta prega due volte, noi che cantavamo bene, pregavamo tre.