Editoriale

MARMOLÉDA N. 1 Marzo 2010 (43)

IL 60° VA IN ARCHIVIO: È STATO UN SUCCESSO?

Sergio Piovesan

Il sessantesimo è passato e va in archivio con la soddisfazione di coristi, ex coristi, familiari e pubblico!

Ormai è un ricordo, un bel ricordo, che alcuni, protagonisti e non, hanno voluto “fotografare” ed immortalare sulle pagine di “Marmoléda” dedicate a questo avvenimento del Coro Marmolada.

È stato un successo?

Alla domanda rispondo sicuramente in modo affermativo e non mi riferisco solo al “clou” delle manifestazioni, cioè alla serata del 9 dicembre, ma a tutto l’anno dedicato alla ricorrenza del sessantesimo del coro.

È stato un anno particolare ed anche l’inizio lo è stato: ricordare tutti coloro che non sono più fra noi e che hanno dato parte del loro tempo e del loro impegno al coro è stato senz’altro doveroso ed anche un atto di riconoscenza; oggi il coro è quello che è anche per merito loro.

Ma tutto l’anno è stato particolare, dagli impegni più semplici e, a torto, ritenuti meno importanti, a quelli più impegnativi soprattutto dal punto di vista organizzativo da parte nostra. L’impegno artistico/musicale non è mai mancato.

In totale il 2009 ha visto il Coro Marmolada occupato in diciassette eventi che vanno dai concerti alle rassegne ad altre partecipazioni ed in tutti, sia che si cantasse in ambiente prestigioso, sotto tutti i punti di vista, sia in luoghi meno blasonati e dalle caratteristiche acustiche non eccelse,  l’impegno e la partecipazione di tutti sono stati totali.

Una tappa importante è stato l’evento del 30 maggio, il concerto/rassegna a San Giovanni Evangelista  che ha visto, in particolare, la partecipazione dei bambini della “Coral Vozes de Esperança” del “Bairro da Juventude” di Criciuma (nostri ospiti a Venezia per quattro giorni); di queste giornate abbiamo tutti un bellissimo ricordo che è rimasto concretizzato nella registrazione del concerto dalla quale abbiamo ottenuto un CD.

Dopo la pausa estiva è arrivato il periodo di preparazione al “grande concerto del sessantesimo”, preparazione organizzativa e logistica, ma essenzialmente artistico-corale; e qui non può mancare, anzi è più che doveroso, un ringraziamento, “corale” e di cuore, a Claudio Favret  che ci ha fatto lavorare intensamente e senza pause, anche dopo i concerti eseguiti in fase di avvicinamento: anche questi sono serviti come preparazione ed allenamento. Si sa che per ottenere successo bisogna lavorare!

Al “Concerto del 60°” siamo arrivati tutti molto tesi e questo, forse, è stato quel qualcosa in più che il pubblico presente in sala ha riconosciuto ed apprezzato. Arrivare rilassati ad un impegno così importante sarebbe stato deleterio.

Allora è stato veramente un successo?

Si, lo ribadisco! Sotto tutti i punti di vista, anche per quanto riguarda la presenza in sala: in un teatro che può ospitare circa novecento persone ce n’erano oltre millecento! E questa è stata una “debacle” per i gestori del teatro, costretti a chiudere anzitempo gli accessi al teatro, ma, specularmene, un successo per il coro.

Desideriamo scusarci con tutti coloro che, pur avendo diritto all’ingresso al teatro, si sono trovati, giocoforza, esclusi dalla nostra festa.

Un successo la doppia direzione, di Lucio e di Claudio,  ma anche il repertorio che in pochi canti ha raccontato la storia dei sessant’anni di vita del coro. A Lucio, in particolare, un plauso per aver saputo, nonostante le difficoltà per l’assenza forzata, condurre, con la solita maestria, i “suoi” coristi nell’interpretazione dei diversi brani.

Un successo la presenza di alcuni ex coristi, quelli che hanno voluto e potuto partecipare per soli quattro canti; un successo per l’impegno che anche loro hanno dimostrato nei due mesi di prove e, per questo, un ringraziamento è dovuto anche a loro.

Anche organizzativamente, merito dell’equipe guidata dal presidente Rolando Basso, è andata molto bene: dalle bottiglie di ottimo vino personalizzate con etichetta del “60°” alla produzione del CD “Canto senza età” il cui utile, come già detto nei numeri precedenti di “Marmolèda” (ma è sempre utile ripeterlo), è destinato ai bambini del Progetto Meninos frei Giorgio di Peruibe (Colonia Venezia) e di Criciuma (Bairro da Juventude).

Un’ultima considerazione, prima di passare tutto all’archivio ed alla “storia”, è quella del pubblico calorosissimo; e non era un pubblico solo veneziano, quello che noi chiamiamo il “nostro pubblico”, ma c’era chi veniva da fuori Venezia  -in una serata infrasettimanale-, rappresentanti e amici di altri cori e chi per la prima volta ascoltava della musica corale.

Grazie a tutti.

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