Editoriale

MARMOLÉDA N. 3 Ottobre 2010 (45)

Sergio Piovesan

Una grande ripresa con la nuova stagione artistica, la sessantaduesima! È sufficiente dare un’occhiata al riquadro dove sono elencati i nostri impegni corali (pag.3) per rendersene conto; cinque partecipazioni in quindici giorni sono molte, ma, d’altra parte, quando siamo invitati a partecipare a qualche manifestazione è difficile dire no.

Stranamente, poi, le richieste si raggruppano sempre in determinati periodo dell’anno. L’impegno del maestro e dei singoli coristi è sempre notevole, ma, se piace “far coro”, il sacrificio non si percepisce.

Anche questo foglio, il nostro “Marmoléda”, nella ripresa autunnale, propone argomenti diversi.

Proprio in prima pagina, per la rubrica “Vi racconto un canto” viene esaminato, sotto il punto di vista storico ed estetico,  il nostro inno nazionale che, in questi giorni –e ormai da un po’ di tempo- è occasione di discussioni.

Momenti, quindi, di storia recente del coro, con due pezzi, fra i quali una poesia, che raccontano un’esperienza musicalmente negativa che ci ha visti partecipare ad un evento unitamente a due gruppi “pop”. Due modi diversi di far musica, ma anche due modi diversi di ascoltare la musica, sempre che di musica si tratti!

Ed ancora emozioni di un corista, ad un anno dal debutto ed il racconto di una gita, in una località dolomitica, dove è nato un bellissimo canto, che i coristi hanno voluto “provare” sul posto.

L’associazione “Arco Acuto” invita alla “castradina” il giorno della Salute, ma anche a riflettere sul Brasile.

C’è chi, proseguendo nelle sue ricerche sul canto “popolare”, migra nell’Italia centrale per trovare quel “sacro” che “scalda il cuore” e che si riallaccia alla grande tradizione sacra di quel territorio.  

Infine, la storia del coro, di ormai ventidue anni fa, che torna alla ribalta a seguito di occasioni strane.

home