Editoriale
MARMOLÉDA N. 3 Ottobre 2010 (45)
Una
grande ripresa con la nuova stagione artistica, la sessantaduesima! È
sufficiente dare un’occhiata al riquadro dove sono elencati i nostri impegni
corali (pag.3) per rendersene conto; cinque partecipazioni in quindici giorni
sono molte, ma, d’altra parte, quando siamo invitati a partecipare a qualche
manifestazione è difficile dire no.
Stranamente,
poi, le richieste si raggruppano sempre in determinati periodo dell’anno.
L’impegno del maestro e dei singoli coristi è sempre notevole, ma, se piace
“far coro”, il sacrificio non si percepisce.
Anche
questo foglio, il nostro “Marmoléda”, nella ripresa autunnale, propone
argomenti diversi.
Proprio
in prima pagina, per la rubrica “Vi racconto un canto” viene esaminato,
sotto il punto di vista storico ed estetico,
il nostro inno nazionale che, in questi giorni –e ormai da un po’ di
tempo- è occasione di discussioni.
Momenti,
quindi, di storia recente del coro, con due pezzi, fra i quali una poesia, che
raccontano un’esperienza musicalmente negativa che ci ha visti partecipare ad
un evento unitamente a due gruppi “pop”. Due modi diversi di far musica, ma
anche due modi diversi di ascoltare la musica, sempre che di musica si tratti!
Ed
ancora emozioni di un corista, ad un anno dal debutto ed il racconto di una
gita, in una località dolomitica, dove è nato un bellissimo canto, che i
coristi hanno voluto “provare” sul posto.
L’associazione
“Arco Acuto” invita alla “castradina” il giorno della Salute, ma anche a
riflettere sul Brasile.
C’è
chi, proseguendo nelle sue ricerche sul canto “popolare”, migra
nell’Italia centrale per trovare quel “sacro” che “scalda il cuore” e
che si riallaccia alla grande tradizione sacra di quel territorio.
Infine,
la storia del coro, di ormai ventidue anni fa, che torna alla ribalta a seguito
di occasioni strane.