Per gli 80 anni del Liceo Benedetti Un nuovo coro in città:

il coro degli studenti si esibisce con successo assieme al coro e l’orchestra di Cà Foscari a S. Francesco della Vigna

Verso la fine di ottobre 2003 il prof. Vincenzo Piani del Liceo Benedetti, dove lavoro attualmente, con la sua grande nota naturalezza mi domanda: "Perché non fondiamo un coro in occasione dell’80° anniversario di fondazione del nostro liceo?" Ad una simile richiesta non potevo che rispondere di sì per vari motivi, ad esempio perché mi sono diplomato proprio qui nel lontano 1981 / 82, o perché penso, come la maggior parte delle persone che cantano, che cantare fa bene a se stessi ma anche a chi ti sta vicino e infine perché a Vincenzo non si può dire di no…

Dopo il primo incontro con i "possibili" coristi (a novembre se ne contavano circa 35) le fila si sono un po’ assottigliate, di questo ne eravamo ben consci, e i 28 irriducibili sono arrivati debuttare per il loro primo concerto martedì 27 aprile nella chiesa di S. Francesco della Vigna. Avevo bisogno però anche di un aiuto da parte dei miei colleghi, e per curiosità il nostro direttore dei servizi Angelo si è avvicinato a questa insolita, per lui, avventura in quanto appassionato di chitarra blues…

Mi scorrono ora davanti le divertenti immagini dei ragazzi e dei docenti che cercavano di "assoggettarsi" ai vari esercizi di intonazione e di stretching proposti da Vincenzo, i miei colleghi di sezione (tenori) che avevano paura di non riuscire ad arrivare o a tenere la nota. Da parte mia sapevo che era difficile cambiare completamente impostazione della mia voce, il suono emesso non deve essere più cristallino tipico del tenoretto, ma al contrario deve essere "oscurato", oltre al fatto che non leggevo più la musica dai tempi delle scuole medie…

Ma dandosi una mano tutto si può fare e così dopo aver preso un po' di sicurezza abbiamo cercato di infonderla al resto del coro.

Vincenzo poi, con grande entusiasmo e con grande pazienza ha cominciato a dare un senso alle nostre voci grezze, fino ad arrivare ad un’importante decisione: proporre in occasione dell’anniversario l’Extremum Judicium, l’oratorio di Giacomo Carissimi non molto conosciuto come lo Jephte assieme al Coro e l’Orchestra dell’Università di Cà Foscari…

Sono rimasto allibito, in 3 mesi dovevamo preparare un brano importante… Dopo averlo recuperato e ascoltato, con non poca difficoltà, io e Angelo avevamo chiesto a Vincenzo se era sicuro di quello che faceva…

Vincenzo con un grande sorriso ci rispose che l’importante era "farlo"…

Ecco la prima prova con il coro dell’università, sentire queste voci sicure espandersi per l’aula è stato un vero shock per i ragazzi del liceo, ma un po’ alla volta, grazie anche all’infinita pazienza dei nostri "padrini" siamo riusciti a farci sentire anche noi…

Il momento fatidico è arrivato, i ragazzi e le ragazze sono in fermento, ma tutti sono sorridenti… Questo è quel che vuol dire "cantare": provare gioia e trasmetterla agli altri per goderne insieme.

La prima nota, l’incipit del baritono Tumino Gianluca (figlio tra l’altro di un ex corista del Coro Marmolada) comincia a far vibrare la chiesa, osservo dalla mia posizione i visi concentrati dei ragazzi che seguono la musica sugli spartiti…

Tunc, horribilis sonitu, tubae clangentes…

Tunc…. i cori esplodono in un poderoso affresco musicale di cui sono fiero di averne fatto parte.

Alessandro Ballarin

Note sul concerto del direttore Vincenzo Piani: http://www.alessandrovenezia.com/extremum.htm

il sito del coro: http://www.alessandrovenezia.com/liceo.htm

 

E' sempre un piacere poter raccontare di giovani che "bucano" la notizia non per fatti di cronaca nera ma per quanto di bello hanno compiuto o stanno facendo.

Aver appreso che un gruppo di giovani studenti abbia dedicato tanto del loro tempo libero, fatica e dedizione per un’attività culturale, il cantare in coro, e, soprattutto, averli visti attenti, felici del risultato del loro impegno ed apprezzata la loro performance con i loro "fratelli maggiori" del coro e dell’orchestra dell’Università di Cà Foscari non può che riempirci di soddisfazione. Complimenti vivissimi.

Ci auguriamo che, finiti i festeggiamenti e terminata l’esperienza corale scolastica, qualcuno decida di continuare in altri complessi corali … e, perché no, magari venire a cantare con il Marmolada.

La redazione

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