Lunedì, 16 Febbraio 2004
 
Lula omaggia padre Callegari
Con un commosso messaggio del presidente Lula e la partecipazione di centinaia di persone del mondo politico e culturale brasiliano, si è svolta ieri sera in un teatro di San Paolo una manifestazione in memoria di frate Giorgio Callegari , il religioso veneziano morto a 67 anni nel dicembre scorso dopo una vita da film all'insegna della preoccupazione per i poveri e della lotta politica e sociale in vari paesi dell'America Latina.

"Poche persone meritano omaggi come il caro Giorgio Callegari - è il messaggio inviato per l'occasione dal presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva, amico del "frei Jorge" sin dagli anni di lotta contro la dittatura militare - Era cittadino del mondo, sognatore di utopie, e seminatore di speranze. Alla sua memoria va il mio più caloroso e affettuoso omaggio nella convinzione che questo è il sentimento della gente delle comunità popolari di San Paolo". Scrittori, artisti, uomini politici e gente comune, si sono alternati sul palco del teatro paulista per ricordare il frate domenicano che venne arrestato e torturato negli anni di piombo della dittatura brasiliana. Dopo l'espulsione dal Brasile continuò il suo cammino di solidarietà con la gente più povera e soprattutto coi bambini delle baraccopoli, in Bolivia, Perù, Nicaragua, Messico, Costarica e Panamà, infiltrandosi varie volte clandestinamente nel suo amato Brasile in cui ritornò definitivamente nel 1984. In nome delle innumerevoli associazioni italiane e svizzere che da anni appoggiano finanziariamente il lavoro sociale di frate Callegari era presente alla celebrazione Anna Maria Gabrieli, presidente di un gruppo d'appoggio veneziano impegnato nell'assicurare continuità alla Colonia Venezia di Peruibe (sulla costa presso Santos) e alle altre iniziative assistenziali del frate nelle favelas di San Paolo e in zone rurali depresse. "Orfani" di frate Giorgio sono infatti non meno di 1500 "meninos", bambini poveri, che nelle opere del religioso di Cannaregio hanno trovato rifugio, alimento e scuola, ma soprattutto la speranza in un futuro migliore.