La
pagina di Arco Acuto
mosaici
di produzione brasiliana contemporanea provenienti dall’atelier di
Celia Sodrè di Peruibe e dalla scuola di Mosaico di Salvador di Bahia, con
una speciale sezione dedicata agli “Orixas”
Giovedì
22 aprile 2010 alle ore 18.30 presso la Chiesa di San Samuele in Venezia verrà
inaugurata la mostra:
MOSAICO: Venezia –
Brasile.
Un percorso
formativo.
L’idea
della mostra, promossa e organizzata dall’Associazione veneziana di
volontariato Arco Acuto, nasce dall’incontro di un atelier di mosaico di
Peruibe, nei pressi di San Paolo, e di una scuola di mosaico di Salvador di
Bahia, che con modi originali di formazione e aiuto, sono sorte per sviluppare
le capacità manuali e le potenzialità artistiche di giovani provenienti da
situazioni di emarginazione e povertà delle favelas brasiliane.
Obiettivo
di entrambe le strutture è quello di inserire giovani a “rischio sociale”
in un contesto di apprendimento che consenta loro di uscire da ambienti
culturali e sociali degradati, sconfiggendo l’ingiustizia della povertà e
dell’emarginazione attraverso attività creative e la realizzazione di
manufatti d’artigianato e d’arte che, oltre a favorire il riscatto della
propria dignità e migliorare le possibilità di inserimento nel mondo del
lavoro, rappresentino un possibile autofinanziamento per una comunità che
impara, lavora e cresce.
La
mostra, aperta tutti i giorni dalle 15.00 alle 18.30 dal 23 aprile al 8 maggio
con ingresso gratuito, propone una quarantina di mosaici di produzione
brasiliana contemporanea provenienti dall’atelier di Celia Sodrè di Peruibe e
dalla scuola di Mosaico di Salvador di Bahia e conterrà anche una speciale
sezione di 21 pezzi di piccole dimensioni (cm. 31x41) rappresentanti soggetti
diversi dedicati agli “Orixas”, gli “dei” della antica religiosità
afro-brasiliana, che la religione cristiana ha in qualche modo tollerato, se non
accolto, in una sorta di moderno sincretismo.
Saranno
inoltre esposti alcuni esemplari di mosaici realizzati dalla Scuola di mosaico
di Venezia che collabora con Arco Acuto per la realizzazione della mostra.
Le
opere, su suggerimento dell’architetto Prandi, saranno esposte su supporti
costruiti con assi di cantiere edile a richiamare il costante lavoro di
“costruzione” dell’attività formativa che si realizza nelle scuole di
mosaico del Brasile.
Alcuni
pannelli illustrativi introdurranno la mostra descrivendo i protagonisti e il
percorso, un percorso di speranza partito da Venezia, che viene proposto per
sollecitare nuove speranze e nuovi aiuti a sostegno dei bambini e dei ragazzi
brasiliani accolti dal CEPE a Peruibe nella Scuola Agro Ecologica e a Colonia
Venezia, o a San Paolo nella nuova “Escola Esperanca – frei Giorgio
Callegari” e nei Centri della Gioventù.
L’atelier
di Celia Sodrè di Peruibe, opera con il CEPE – Centro Ecumenico Publicaçoes
e Estudos - a “Recanto Colonia Venezia” a Peruibe dove Celia Sodrè, con
professionalità e grande capacità comunicativa, tiene corsi di mosaico per i
ragazzi, in qualche modo riprendendo l’esperienza avviata da Roberto Corradini
che a “Colonia Venezia” progetta, costruisce e decora a mosaico - con
l’aiuto dei ragazzi accolti nella struttura - la cappella di Santa Maria de la
Saúde. L’architetto Corradini, con l‘Associazione “Meu Brasil, fonda,”
la Scuola di Mosaico di Salvador di Bahia.
L’aver
visto quei ragazzi nei laboratori brasiliani apprendere una tecnica e creare
interessanti e bei pannelli di mosaico con impegno e serietà, ha spinto Arco
Acuto a mettere in mostra quelle opere, ma soprattutto a riflettere e
testimoniare la disponibilità di donne e uomini, volontari, professionisti,
artisti, brasiliani e italiani, che si dedicano al sostegno di bambini e ragazzi
in difficoltà con numerose iniziative, tra l’altro individuando nel mosaico
uno strumento di formazione professionale, di arte-terapia, di promozione
sociale.
La
mostra è la rappresentazione di un percorso circolare che da Venezia attraversa
il Brasile e torna a Venezia per riprendere la strada tracciata, quasi
cinquant’anni fa, da Giorgio Callegari, un giovane veneziano appassionato dei
problemi dei popoli più poveri. Partito da Venezia poco più che trentenne è
ordinato sacerdote in Brasile nell’ordine dei domenicani, incarcerato ed
espulso dalla dittatura, rientra in quel paese e dà concretezza alla sua lotta
per la giustizia attraverso il sostegno di bambini e ragazzi delle favelas,
coinvolgendo persone del luogo, volontari, professionisti, artisti nella
gestione di strutture di accoglienza costruite anche nel ricordo delle sue
radici veneziane.
Ne
è testimonianza il grande leone di San Marco che campeggia nella mensa di
“Recanto Colonia Venezia” di Peruibe (la prima grande struttura di
accoglienza del CEPE) e la cappella dedicata alla Madonna della Salute,
completamente mosaicata all’interno.
Tali
strutture nonchè i bambini e i ragazzi che vi trovano accoglienza e aiuto sono
sostenuti dal “Progetto Meninos – frei Giorgio” che impegna, con Arco
Acuto, l’associazione veneziana “Amici della Colonia Venezia” e, in Italia
e Svizzera “Abaetè”, la “Caritas di Parma”, “Nuovi Spazi al
Servire” di Treviglio, “Formeninos” di Forlì e molti amici di frei
Giorgio Callegari e di cui è testimonial il Coro Marmolada.
I
mosaici della sezione dedicata agli “Orixas”, riproposizione nei modi
afro-brasiliani dei “santi” della tradizione cristiana sono già stati
esposti al pubblico nel 2009 a Itanhaém, città balneare prossima a San Paolo,
nell’ambito della “Semana da Consciênza Negra – Cultura Africana –
“Os Orixás”.
Il
culto degli Orixas, divinità di origine totemica e familiare, associati
ciascuno a un elemento naturale, giunge in Brasile dall'Africa attraverso
sacerdoti africani e fedeli lì giunti come schiavi. A Salvador di Bahia, dove
furono deportati numerosissimi schiavi nell'ultimo periodo della tratta, tale
culto fu istituzionalizzato come religione afro-americana denominata “Candomblé”
(parola derivata da lingue della famiglia Bantu: sembra significare “danze di
negri” ed è il nome di un antico strumento musicale), fedele alla matrice
d'origine ma con reinvenzioni collegate alla religione cattolica alla quale gli
schiavi furono convertiti in massa senza cancellare però le loro tradizioni
religiose. Così il culto degli Orixas venne associato a quello dei santi
cattolici, per cui oggi a molte delle divinità del Candomblé corrisponde una
figura del culto cristiano: ad esempio a Obaluiae, dio guaritore delle epidemie,
corrisponde San Rocco (in Brasile) o San Lazzaro (a Cuba).
Originariamente
la sua diffusione era limitata alla popolazione in schiavitù, ma si estese
considerevolmente anche alle altre le classi sociali dopo la fine della schiavitù
nel XIX sec.
Dopo
la mostra (che sarà presentata anche a Treviglio, in ottobre, e a Fidenza in
dicembre) i mosaici saranno offerti ai visitatori che potranno così
concretamente e, ci auguriamo, generosamente contribuire alla continuità
e allo sviluppo dei servizi del CEPE in Brasile, considerato che tutti i
contributi raccolti saranno ad esso destinati.
Un
cenno a riguardo al luogo della mostra: San Samuele è una Chiesa consacrata,
temporaneamente utilizzata anche per attività espositive per la quale è
particolarmente indicata per la semplicità degli spazi, la sua ampiezza e la
facilità di accesso essendo comodamente servita dal trasposto pubblico –
linea 2 ACTV, diretto da Piazzale Roma-Ferrovia-San Marco, fermata San
Samuele-Palazzo Grassi.
Alla
mostra saranno collegati una serie di incontri e di attività correlati.
Giovedì
22 aprile, subito prima dell’inaugurazione, alle ore 17 un incontro dal titolo
“Occasioni formative e volontariato per un’esperienza di cambiamento”, che
si terrà nella Sacrestia grande di Santo Stefano a Venezia, al quale
parteciperanno rappresentanti del mondo del volontariato e Celia Sodré, che ha
costituito l’atelier di Peruibe.
E’
un’occasione di riflessione sul “fare per e con gli altri” nel
riconoscimento e rispetto reciproco.
Venerdì
30 aprile, partendo dalla mostra di San
Samuele visiteremo l’ottocentesca fornace Angelo Orsoni di Venezia, che da
decenni realizza preziosi mosaici a foglia d’oro e smalto.
Sabato
8 maggio, con la guida del maestro Cucco, andremo a “guardare da vicino” gli
incomparabili mosaici della Basilica di San Marco.
Per
informazioni: