Scambio di opinioni

L’articolo RASSEGNE CORALI ha innescato un vasto dibattito. Fra le mail pervenute ne riportiamo due fra le più significative

a cura di Sergio Piovesan

Nel numero di giugno 2005 dal titolo: “Rassegne corali: occasioni positive e negative” esponevo il mio parere su come funziona nel nostro mondo corale l’organizzazione delle rassegne ed i lati positivi e negativi delle stesse secondo come la penso io. L’articolo ha “girato” anche in internet e, naturalmente, sono arrivati dei commenti.

Di seguito, anche se un po’ tagliati per motivi di spazio, riportiamo gli interventi di due amici, Mario Peddi del Coro di Florinas in Sardegna, e Roberto del Coro S.Ilario di Rovereto tra i più significativi.

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Mario Peddi (coro di Florinas Sardegna)

Fa piacere tante volte sentire giudizi su aspetti, sia negativi che positivi, sulle rassegne di cori.

Effettivamente, per un coro partecipare alle rassegne, e veramente qualcosa di molto soddisfacente, sia per la cultura personale del corista, sia per la conoscenza di altri brani, o pezzi musicali inediti di altro gruppo di diversa regione, e di diverso tipo di canto, e, inoltre, approfondisce la conoscenza musicale dei maestri, che hanno l'occasione di valutare e creare allo stesso tempo una specie di disputa bonaria tra diversi gruppi. Nasce con questo sistema una diversa preparazione più accentuata e motivata e gratificata per tutti.

All'incontrario dei cori che ancora, e sono tanti , non percepiscono il cosiddetto scambio, che rimangono chiusi nel loro canto e nelle loro melodie, oramai in un certo senso passate, e forse anche noiose. Il pubblico deve essere sempre stimolato, sia da nuovi brani che da nuovi volti, e il ripetersi all' anche, infinito degli stessi brani porta all’assuefazione del brano stesso, portando nel momento degli incontri ad un rifiuto del pubblico alla partecipazione.

Un numero di cinque è l' ideale di cori presenti. Si da possibilità di far girare diversi gruppi con diversi repertori. Il pubblico si annoierebbe di meno e ascolterebbe di più.

L'acusticità del sito è importante, e anche per questo e bene fare queste rassegne dove vi sia il più assoluto silenzio, e dove il pubblico viene per ascoltare e non per parlare, se non si ha un anfiteatro e bene farli nelle chiese, o locali idonei. Se poi le rassegne estive, come dalle nostre parti si fanno all' aperto negli anfiteatri, esistono al giorno d'oggi validi amplificatori che portano in risalto le voci . Le rassegne invernali vengono fatte nelle chiese.

La diversità dei cori è importante per imparare.

Per quanto riguarda gli eventuali scambi di doni, anche quello serve ad arricchire la serata, e per i saluti, non politicizzati, anche le autorità devono avere sia pur piccolo il loro spazio di ringraziamento, d' altronde in tantissimi casi, sono loro coloro che mettono i servizi, e molte volte le somme necessarie alla rassegna , e un piccolo saluto agli ospiti non guasta, anzi ci fa guadagnare. (occhio).

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Roberto (coro S. Ilario di Rovereto) - Sono un corista del S. Ilario di Rovereto. Siete già stati ospiti del nostro coro nel prestigioso teatro Zandonai (da 3 anni chiuso per restauro e chissà per quanto ancora). Era il 5 dicembre 1992. Già allora per noi la rassegna era un'incontro confronto (nel senso buono della parola) e i cori venivano invitati per il loro valore artistico per quello che esprimevano e non per un semplice scambio.

Questo già allora ci penalizzava, in particolare in Trentino, e ci penalizza tutt'oggi. Ma non è un problema, oggi abbiamo ancora la nostra rassegna con una nuova formula i cori ospiti sono solo uno così anche noi possiamo avere un po’ di più spazio ma soprattutto il coro ospite può presentare 10 pezzi del suo repertorio. Con la chiusura del teatro l'opzione più naturale sarebbe stato il nuovo Auditorium con un'acustica pessima. Abbiamo preferito la sala della filarmonica con una splendida acustica. In due giorni i biglietti per i 250 posti vanno a ruba e mediamente tra le 50 e le 100 persone non riescono ad entrare. Purtroppo è vero sono sempre meno le rassegne di qualità. E' per questo che ti dico che non è un problema se riceviamo pochi inviti. Cerchiamo sempre di avere notizie a riguardo prima di decidere se partecipare o meno. Per noi il punto principale e portare il nostro messaggio artistico e non certo la sbaraccata al termine o il “Signore delle Cime” a cori riuniti. E' vero le sale di certe rassegne sono sempre più vuote, il pubblico sempre più anziano ma la cosa è molto naturale se non c'e serietà e dignità nel progetto artistico che si va a presentare. Possiamo ancora presentarci con certi canti di guerra,(ad esempio il celeberrimo “Testamento del capitano”) senza cercare di portare nuovi messaggi??? Noi veniamo da una nuova esperienza che ci vede innanzitutto protagonisti per la seconda volta assieme al coro Valle dei Laghi di Padergnone. Dopo la felice realizzazione del progetto “Messa delle Dolomiti” del M° Giovanni Veneri per coro popolare ed orchestra eseguita dai due cori assieme, quest'anno sempre i due cori assieme con la partecipazione di Antonella Ruggiero sono stati protagonisti del progetto "Echi d'Infinito" la montagna cantata nell'ambito della manifestazione "I Suoni delle Dolomiti" con un concerto di canti popolari tradizionali ricamati dalla splendida voce di Antonella Ruggiero. L'evento ha avuto luogo sull'altipiano della Lessinia (necessariamente all'aperto) in uno splendido anfiteatro verde davanti a quasi 5.000 persone. Il concerto si è poi ripetuto allo Strehler di Milano a Roma al Vittoriano nell'ambito della giornata Internazionale della Montagna e a Rovereto (purtroppo nell'auditorium dalla pessima acustica). Ecco perché  quando riceviamo un invito ad una rassegna siamo molto titubanti. Sorvolo su repertorio e presentatore. L'esperienza più allucinante è stata con un maestro che per presentare i brani adoperava mediamente dai 10 ai 15 minuti e non contento con il trucco dello sbaglio nel contare ha eseguito un ulteriore brano. Risultato finale il nostro coro si è esibito ben oltre la mezzanotte con una buona parte di pubblico che aveva lasciato la sala.

Ciao a tutti e grazie

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