Il sogno dei piccoli

Pensieri in libertà di Mario De Luca

 

Ebbene sì, il recente concorso “Parole in corsa” indetto dall'ACTV mi ha montato la testa come scrittore, e questo, assieme agli ultimi eventi, mi stimolano a rifarlo.

E' praticamente stupefacente come alle prove, a volte, si percepisca la stanchezza del singolo, la serata "storta" e poi, al concerto, si viva uno dei momenti più belli ed indimenticabili della propria vita sorprendendosi come quegli insegnamenti urlati, inculcati e apparentemente gettati al vento dal maestro, invece divengano parte integrante del proprio essere corista.

La consapevolezza di essere in un grande coro la si raggiunge nel momento in cui si assapora il piacere del concerto, e l'evento "concerto", nella propria quotidianità, diventa uno dei desideri più ambiti.

Trentasei (più o meno non importa se sbaglio i conti) teste, di cui una buona parte anche molto matura, sono difficili da accordare e mantenere in armonia.

E non parlo di solo quella musicale.

A questo punto della propria vita, frequentando un gruppo che, artisticamente, è diventato un grande gruppo, in certi momenti mi sarei aspettato maggior impegno nel superare certe situazioni.

Mi si dice "dai veci" che nel matrimonio, perché duri, bisogna anche imparare ad accettare le stravaganze dell'altro. Dopotutto anche nella singola coppia non si può certo pretendere che uno dei due si adatti e cambi sposando il carattere dell'altro. Si dice che più si matura e più si dovrebbe esser saggi.

La paura che questo sogno si possa incrinare, la si vive "quasi" ad ogni prova.

Posso capire quanto costa essere alle prove, meglio di me chi può dirlo, quando con tre creature si ha paura di rubar loro del tempo prezioso.

Già ora, a volte, uno dei figli mi rinfaccia le mille "scuse" che trovo per non dedicargli maggior tempo, e quando anche questo non è vero, pesa sulle scelte personali.

Mi sento un genitore moderno, poco all'antica, nei modi ma non negli insegnamenti ricevuti, che vorrebbe poter aver tempo sufficiente per la moglie, per i propri figli, per i propri sogni e non sentirsi in colpa.

Costa fatica fisica, quando la notte si è dormito poco perché un figlio ha avuto bisogno alle 3 di notte di esser coccolato, aggiunta ad una giornata di lavoro fermo su un computer in un luogo monotono con poca luce naturale ed aria sana...

Costa trovar ancor la forza di cantare cercando di dare il 99,9999999% di sé stessi, per riprovare quella fusione che solo queste trentasei teste "calde" riescono a riprodurre. Costa vedere e sentire, a volte, dimenticate le solite raccomandazioni.

A tutti trentasei costa; costa il muoversi un'ora prima di casa per arrivare in tempo alle prove, costa a chi per la propria maturità non riesce più a far i 100 metri in 3 primi e 87 secondi.

Ci sono persone che non ho mai visto arrivare dopo di me, anche se costa. Sempre lì puntuali per rivivere quelle emozioni, malgrado tutto. Per tutte queste trentasei persone vale la pena esserci.

Vale la pena riflettere e comportarsi come una brava moglie sapendo accettare gli altri per quello che sono. Vale la pena comportarsi come un bravo figlio sapendo quando è il momento di scherzare e quando no per non affaticare ancora chi ti accompagna come un padre in questo cammino. E vale la pena comportarsi come lo farebbe un amico, per imparare a ricambiare tutto questo amore e rispetto, visto che di lui senti il bisogno come l'aria che respiri.

Spero che questo sogno continui, con sempre meno fatica, perché l'averlo vissuto ed esserne stato partecipe mi farà sentir ancor più felice.

Felice di sapere che avrò realizzato, oltre al mio di sogno, anche quello di quei 4 "scapestrati" che nel 1949 ci hanno creduto e, come a me, l'hanno donato a tutti noi.

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