L'angolo della Posta

Pubblichiamo due e-mail: la prima relativa alla nostra attività in favore del Progetto meninos e la seconda che evidenzia l’importanza del canto per superare momenti critici della nostra epoca.

 

Dopo il concerto di chiusura della stagione 2007-2008, effettuato nella Chiesa dei Tolentini in Venezia, Giovanni Gabrieli, per conto dell’Associazione Amici della Colonia Venezia di Peruibe ha scritto la seguente e-mail diretta ad altre associazioni e collaboratori e, per conoscenza, a noi del Marmolada: 

 

“Sabato 7 il Coro Marmolada ha tenuto il suo ultimo concerto della stagione nella chiesa dei bolentini dedicato al sostegno di "Progetto Meninos".

Il concerto ha avuto, come al solito, grande successo.

Come di consueto nell' intervallo sono state raccolte le "offerte libere" .

La raccolta, che ha fruttato 573,79 Euro.

Anna Maria (Maresca n.d.r), come Presidente dell' Associazione, ha ringraziato alla fine del concerto il Coro per il suo sostegno e ha portato le ultime buone notizie da Peruibe sui concerti e sui successi del Coro dei bambini di Colonia Venezia, rinato alla grande grazie anche al finanziamento del Coro Marmolada.

Un caro saluto a tutti

Giovannino”

 ***

 Riceviamo questa mail da Giorgio Morandi, cantore-tenore 2, di Lecco che volentieri pubblichiamo, dopo aver chiesto allo stesso l’autorizzazione. 

 “Il messaggio di Stephen Stomps ai suoi cori è molto appropriato per l’anniver-sario che ricorre oggi (11 settembre 2008 ndt) e probabilmente per ogni qualvolta abbiamo bisogno di ricordare quanto sia importante la musica per lo spirito dell’uomo”.

Per questo motivo assumo - con semplicità ed amicizia - la responsabilità di una traduzione “personale” (non sono traduttore professionista) onde poter proporre il messaggio stesso alla coralità italiana – sia pure con alcune ore di ritardo.

(Lascio anche il testo originale in inglese per una lettura e/o una interpretazione personale di quanti lo desiderino).

CORdiALMENTE , Giorgio Morandi, cantore Ten.2

<<<Ai miei cori.

Molti di voi erano abbastanza giovani sette anni fa come oggi. Ricordo che io ero molto preso dal pensiero di come i miei ragazzi sarebbero stati toccati dagli eventi che in seguito avremmo imparato a chiamare semplicemente “11 Settembre”.

Avevo appena finito la prova con il Coro da Concerto quando il signor Meier disse: “Stanno dirigendo aeroplani contro il World Trade Center” il che al momento non mi disse nulla. In pochi minuti capii che cosa aveva voluto dire.

Più tardi lungo la giornata andai nella sala prove. Gli studenti erano nervosi ed una ragazza matricola d’università sembrava completamente sconvolta. “Che cosa facciamo ora, signor Stomps?” chiese con occhi spaventati, “semplicemente ce ne andiamo a casa e moriamo?”.

Bisbigliai senza troppa convinzione: “no, non penso”. Ma immediatamente mi son reso conto che tutti gli studenti con cui ero in contatto costante, i miei cantori a cui devo tanto, dovevano avere in mente la stessa domanda. Mi resi anche conto che dovevamo, i miei cantori ed io, assumerci la responsabilità di tutti i cori di aiutare la gente a riprendersi. Noi avevamo le parole, noi avevamo la musica, avevamo in noi il potere - grazie a ciò che facciamo - di darci e di dare agli altri gli strumenti per recuperare la speranza e per guarire… Noi cantiamo!

Entro la settimana il Coro da Concerto aveva preparato un programma di canti patriottici e di musica contemplativa per una commemorazione nazionale tenuta in una fredda notte di neve, pioggia e vento al Holland Stadium davanti a diverse migliaia di poliziotti, vigili del fuoco ed altri operatori dell’emergenza e le loro famiglie .

Questo coro di ragazzi e molti, molti altri cori amatoriali, professionali e cori improvvisati in tutto il paese hanno dato conforto, consolazione e sollievo all’intera comunità in quel momento così agitato e tragico.>>>

 

Ecco l’originale:

To my choirs.

Most of you were quite young seven years ago on this day. I know that I was very concerned about how my young children would be effected by the events of what we later called 9/11.

I had just finished the rehearsal with Concert Choir and Mr. Meier said, "They're flying planes into the World Trade Center," which did not register with me at all. In a few minutes, I knew what that meant.

Later in the day, I went to my study hall. The students were nervous and one freshman girl seemed quite upset. "What are we going to do now, Mr.Stomps?" she asked with fearful eyes, "just go home and die?' I whispered without much conviction, "No, I don't think so." But immediately I began to know that the students with whom I had constant contact, my singers to whom I owe so much, must have this same question. It also occurred to me that we had, my singers and me, had to assume the responsibility of all choirs of helping people heal. We had the words, we had the music, we had

within us the power to give ourselves and others the means of gaining hope and healing by what we do... We Sing! Within the week, Concert Choir had prepared a concert of patriotic and contemplative music for a county-wide memorial held on a snowy, rainy, windy, very cold night at Holland Stadium in front of several thousand police, fire and other emergency workers and their families. This choir of children and many, many amateur, professional and impromptu choirs across the nation gave comfort, pride, consolation and solace to the entire community in that very nervous and tragic time.

 

Stephen A. Stomps, Director

The Choirs of Auburn High School

250 Lake Avenue Extension

Auburn New York 13021

 

PH: 315-255-8300 x2305

FAX: 315-255-5876

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