LANGOLO DELLA POSTA
Da "Cuore
Triveneto"
Ho letto con attenzione i vari
resoconti sulla vostra recente tournée in terra brasiliana,
annunciata anche attraverso le pagine del nostro portale
www.cuoretriveneto.it
Ho compreso molto bene lo stupore e l'ammirazione dei coristi per
la scoperta di un mondo sconosciuto, quello dei nostri oriundi,
che è necessario far conoscere e valorizzare qui da noi in
Italia. E' lo stesso stupore che ho avuto io la prima volta che
ho fatto visita alle nostre comunità del Rio Grande do Sul.
Effettivamente è una cosa da vivere, perché sono convinto che
non ci siano parole e aggettivi per descrivere la sensazione che
si prova nel sentir parlare il "taliàn" e nel vedere
ognidove volti che ci sono familiari.
C'è da prendere atto, tuttavia, che la vastissima comunità di
origine italiana, stimata in circa 27 milioni di persone oggi in
Brasile, è molto viva e presente anche in altri Stati dove - è
vero - non si parla più la lingua dei nostri nonni, ma dove
l'italianità e l'italicità sono oltremodo vive e pulsanti. Mi
riferisco a quel - purtroppo - poco che ho avuto modo di vedere
con i miei occhi: in Espirito Santo, in particolar modo, c'è la
più alta percentuale di oriundi italiani (prevalentemente
triveneti e della pianura padana); lo Stato di San Paolo è
popolato da non meno di 15 milioni di discendenti di emigrati
italiani (6 milioni nella capitale e 9 milioni nelle città
dell'interno); percentuali altissime anche in tutto il Paranà e
in Santa Catarina, oltre a vaste aree del Minas Gerais e del Mato
Grosso do Sul.
Anche in queste regioni ho assistito alle stesse manifestazioni
di affetto e ho sentito lo stesso attaccamento alle origini che
mi hanno trasmesso gli amici del Rio Grande do Sul.
Nonostante questi numeri rilevanti, tuttavia, la nostra Regione e
le nostre Province trivenete hanno "battuto", con le
loro missioni ufficiali, solamente le città del Rio Grande do
Sul.
I numerosi visitatori del nostro portale che ci scrivono dalle
altre aree del "Brasile italiano" che qui sopra ho
citato, ci scrivono messaggi un po' risentiti perchè in qualche
modo si sentono esclusi da questa rinnovata attenzione verso il
fenomeno migratorio del Nord Italia. E personalmente ritengo che
abbiano ragione. La verità è che lo straordinario (e direi
unico) fenomeno dei discendenti delle nostre famiglie emigrate in
Brasile è enormemente più vasto di quanto si possa immaginare.
Il Rio Grande do Sul non è un caso "isolato", ma è
solo una parte della fortissima italianità in Brasile.
Giro anche al Vostro pregevole Coro queste
"rimostranze" dei nostri connazionali con la speranza
che nella prossima tournée in Brasile si potrà prendere in
considerazione l'opportunità di esplorare anche un'altro Stato
del Brasile Italiano. Sono convinto che fareste la gioia di molte
persone.
Complimenti ancora e resto a Vostra disposizione per qualsiasi
informazione possa essere utile.
Paolo Meneghini
Associazione Cuore Triveneto
[email protected]
Caro Meneghini. restiamo in attesa di un invito da parte delle comunità italiane del resto del Brasile e . siamo pronti a partire! (s.p.)
Da Chiara
Sono Chiara, la ragazza di Fabrizio Franzoi, figlio di Gianni e MariaGrazia per commemorare la quale Vi siete esibiti a Mestre (Chiesa Servi di Maria) il 19/10/3. Volevo ringraziarvi per la magia che ci avete regalato. Tutti noi non vi abbiamo solo sentito, ma vi abbiamo ascoltato con il cuore e ci siamo lasciati andare alla poesia delle vostre parole e delle vostre musiche. Poi per una stonatissima come me ha del miracoloso che esseri umani riescano a produrre simili bellezze solo con la propria voce !!! Ma non volevo ringraziarvi di questo. Volevo ringraziarvi di aver portato dentro quella chiesa la bellezza del nostro mondo : il nostro cielo, i nostri campi, le nostre montagne, i nostri ricordi, la nostra gente e soprattutto i nostri affetti.
Grazie.
Chiara
Cara Chiara, La ringraziamo per le gentili espressioni usate nei nostri riguardi; le Sue parole ci hanno fatto molto piacere e ci hanno commosso.Noi cantiamo anche e soprattutto perché persone come Lei riescono percepire quello che c'è al di là di ogni canto e siamo felici di poter suscitare le più disparate emozioni. (s.p.)
Da Giancarlo Militello
Relazioni Esterne Coro Monte Cauriol
Cari Amici,
abbiamo letto l'ultimo notiziario che ci avete inviato e ci complimentiamo per la bella esperienza a carattere musicale e sociale che avete potuto fare in Brasile!
Per quanto riguarda il canto "Il Sirio" citato da Sergio Piovesan nel suo articolo Emigranti, augurandoci di fare cosa gradita segnaliamo che nel Nord Ovest è invece molto noto, sotto il titolo completo di "Il tragico affondamento della nave Sirio", forse perchè sul Sirio si trovavano diversi piemontesi, forse perchè il bastimento partì da Genova. La nave affondò per una grave distrazione del comandante (viene tanto in mente il rogo della Moby Prince a Livorno qualche anno fa: guardavano tutti la partita e si sono infilati dentro una petroliera!): uscita dal porto di Palos si andò a schiantare contro le Hormigas (formiche), formazione di scogli ben nota a tutti i naviganti e segnalata sulle carte nautiche.
Si spezzò in due, con la prua verso il cielo e la poppa semi affondata e colò a picco solo dopo alcuni giorni. I soccorsi furono tempestivi per via del mare calmissimo e della bella giornata: per questo non morirono tutti, ma furono comunque in tanti ad annegare.
Saputa la notizia, diversi cantastorie imbastirono il canto in vari testi, ma con poche varianti. Tra gli anni '60 e ''70 è stato interpretato e reso noto a livello nazionale (anche al Festival di Spoleto del '64) da diversi cantautori e complessi "politicamente impegnati". Ed ora anche un coro per la prima volta, il Cauriol, sta per proporlo (arm. di Armando Corso) in una nuova incisione monotematica (come è nostra abitudine) dedicata all'emigrazione: tale CD rappresenterà la partecipazione del Coro Monte Cauriol all'evento Genova 2004, Capitale Europea della Cultura, il cui comitato organizzatore ha indicato nel "viaggio" la sua linea guida. Poichè Genova (con Napoli) fu capolinea italiano di partenza dell'emigrazione tra '800 e '900, abbiamo scelto questa formula, forzatamente un po' discosta dal nostro amato genere di montagna ed alpino, per essere presenti all'evento. Il Cd sarà accompagnato da una pubblicazione a cura dell'Università di Genova e dell'Istituto sull'Emigrazione e tra le sue illustrazioni saranno presenti anche le tavole che Achille Beltrame dedicò a quel disastro sulla Domenica del Corriere del 1906. Altre notizie sono presenti sul nostro sito www.corocauriol.com alla voce "Novità".
Nella speranza di poterci incontrare presto, Vi porgiamo i nostri migliori corali saluti! Giancarlo Militello/Relazioni Esterne-Coro Monte Cauriol