Quando il “ben seminare” … riempie il granaio

Un autunno fitto e promettente per il Marmolada

di Paolo Pietrobon

 

Ciò che personalmente mi colpisce quando con il Coro ho l’occasione di cantare a Venezia, ma, forse più ancora, fuori dalla Laguna, in piccoli o grandi centri dove il Marmolada si sia già esibito, è (oltre al gradimento sempre esplicito del pubblico per il nostro lavoro e per la sua qualità) l’affetto e la reciprocità con cui appassionati ed organizzatori accolgono ed attendono ogni occasione di incontro. E non mi riferisco solamente a cose come gli applausi, i riconoscimenti e gli scambi di doni o le cene conviviali, cose bellissime, quanto alle attenzioni che vivono, per così dire, intorno ed oltre l’evento culturale o spettacolare in sè, fatte di interessamento alle attività del Coro, di attestazioni di stima e di rievocazioni dense di festosità e d’emozione per un’amicizia non contingente.

Non sono mancate davvero le opportunità (e non mancheranno, c’è da scommetterci) in questo autunno-inverno per tali piacevoli riscontri, dato che, per le cose dette prima e per altre cui stiamo lavorando tutti con impegno, gli appuntamenti culturali del Marmolada vanno piacevolmente infittendosi.

Tra DOBBIACO

e PIEVE di CADORE,

nonostante la pioggia ...

Nella prima uscita, a Dobbiaco, l’atmosfera del tornare “sui passi di graditi sentieri” è stata palpabile: unico dispiacere, soprattutto per gli amici organizzatori, l’assenza di Lucio Finco, personaggio che incarna tutta la storia e le relazioni del Coro. Nel romanzo d’appendice si scriverebbe del partecipare di pioggia e vento, con la loro umida vischiosità, a tale assenza: di certo gli elementi poco accoglienti di un autunno precoce e freddino ci sono stati tutti, senza soluzione di continuità, ma non sono riusciti a sostituirsi al calore del ricordo e della comune passione per il canto corale, tanto meno hanno potuto privare cantori e vice-maestro ( il bravo ed applaudito Claudio Favret) della vivacità e dell’efficacia di un’esibizione che non poteva deludere. Buono quindi il concerto nella splendida Sala Malher, di moderna concezione e di gratificante restituzione armonica; squisita la cenetta 

a base di formaggio e funghi nel mansardone della locale Sede Sociale del Circolo Culturale “Alta Pusteria”; sentita e condita dall’ottima ironia del Parroco, giunto di corsa su avviso del solito “ammiratore nascosto”, l’esecuzione di alcune cante nella Chiesetta di S.Maria, alta sulla valle ed evocatrice di antiche solitudini.

A Pieve di Cadore, la sera dopo, con una pioggia sempre più ma inutilmente invadente, concerto nel Salone della Magnifica Comunità, con un pubblico numerosissimo e caloroso (riconoscibile, tra altri Direttori, il Maestro del Coro Cortina, Benedetto Fiori), l’esibizione, con noi, del Coro Cadore di Gabriella Genova e un tradizionale rinfresco nella sede del coro locale. Tutto piacevolissimo e cordiale, con tanto di inviti a rivedersi “un po’ dappertutto” e l’esperienza, curiosa assai e divertente, di uno spogliatoio “allestito” niente meno che in un Ufficio in verità imponente per arredo e pratiche disposte un po’ ovunque......il bello della diretta?!

ROVIGO ...

il “popolare” in cattedra ...

Anche a Rovigo, poco dopo, un’esperienza positiva e “bella”: di moderna concezione la Sala Concerto, ricavata dalla ristrutturazione di un vecchio zuccherificio, perfetta organizzazione, come si conveniva “per il dì di festa”, sobrio e compunto assai il Coro Monte Pasubio, per la ricorrenza del suo importante anniversario e, come mi è parso di comprendere osservando le posture dei suoi cantori, per una consapevole ed interiorizzata compostezza, che poco concedeva allo spettacolo, ma che lasciava intravedere una volontà collegiale di tipo promozionale e didattico: la promozione appunto del canto di ispirazione popolare, il fatto cioè, al di là di talora astruse discussioni, di cantarle le tradizioni, perché vivano, perché si sappiano. Il coro come strumento insomma, umile anche, ma prezioso, in una realtà difficile per noi nella quale il massimo dell’intelligenza forse sta proprio nel non lasciarsi andare dove i 

media prevalentemente ti spingono, cioè nel dimenticatoio, nello smarrimento della memoria e quindi della capacità di giudicare cose ed eventi con la critica del distinguere e del riproporre, vecchio o nuovo, ciò che pare, al confronto, cosa migliore o preferibile.

E Lucio Finco c’era questa volta...a fare il tifo dal “loggione” con la più simpatica ed americana delle gestualità, pollice in alto e strizzatina d’occhio .... Grande!

E poi MESTRE, VENEZIA,

S. MARTINO DI CAMPAGNA.

Le scadenze qui si avvicinano ed impegnano: a Mestre, nella Chiesa di Via Piave per uno dei concerti che il Marmolada da tempo esegue quale “testimonial” dell’impresa sociale ed umanitaria delle Associazioni che sostengono in Brasile le opere di Padre Giorgio Callegari a favore dei meninos de rua (i bambini delle favèlas), con un ennesimo buon risultato nella raccolta di beneficenza di quasi 950,00 euro; presso la Scuola Grande di S. Giovanni Evangelista, a Venezia, il 17 Novembre, per una sentita e commovente serata di commemorazione di Giorgio Sent (Pepo), esponente di rilievo del CAI veneziano, da poco deceduto, alpinista ed amicone di cento avventure per i tantissimi presenti, tra i quali era possibile notare il simpatico attore Lino Toffolo: nell’occasione Lucio Finco dirigeva coro e pubblico nell’esecuzione di “Signore delle cime”, per la commossa partecipazione di tutti i presenti, lasciando poi la bacchetta al bravo Favret.

Per finire a S. Martino di Campagna, borgo modesto della dolce piana friulana, a due passi da Aviano, per un concerto anche lì attesissimo, per il decennale del coro locale, per l’importante presenza di alpini, di oggi e di ieri, intorno e nella manifestazione, per i legami costruiti con quella comunità dal nostro coro e da Lucio in diverse occasioni. Inutile dire che l’accoglienza è stata eccellente, sotto tutti gli aspetti, la partecipazione del pubblico assoluta, la costruzione dello spettacolo gradevole anche per l’esibizione di una giovane cantante lirica.

Ci aspettano altri impegni prima del Natale: tra tutti aspettiamo con curiosità e speranza quello del 18 Dicembre prossimo, ancora a S. Giovanni Evangelista, perché sarà l’occasione, per noi preziosissima, di una prima esibizione assieme ad un Coro Studentesco, quello del Liceo cittadino Benedetti.

Se son rose ... Ma noi saremo giardinieri ostinatissimi!

 

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