Il
60° e le “tensioni”
di
Dino Bernardi
Il
tanto atteso 60° lo abbiamo superato.
Quando
ho partecipato alle celebrazioni del 50°, neanche mi sognavo di arrivare al 60°;
in dieci anni, pensavo, chissà quanta acqua passerà sotto i ponti. Ed invece
ci sono, e ci siamo arrivati. (Il 70° no, sarà fisiologica la mia assenza).
Quando
il Consiglio Direttivo, ed il suo Presidente, ha cominciato a fare qualche
programma, mi sembrava che il tempo fosse ancora tanto lontano, ma, mano a mano
che i mesi e poi le settimane passavano, mi rendevo sempre più conto che
l'impegno era grande.
Quando
ormai si contavano i giorni, questi erano troppo pochi, c'erano tante cose
ancora da fare ed il tempo stringeva ed era sempre più stretto. Ma ci siamo
arrivati bene e con dignità.
In
riferimento all'attività del coro ero molto teso, (anche mia moglie se ne era
accorta); tante cose, specialmente "il perditempo" alle prove non lo
sopportavo, ma le soffocavo per non caricare l'atmosfera.
Sono
arrivato al giorno celebrativo, che ero un finto calmo; bisognava essere calmi e
tranquilli; ma dentro...!
Comunque
abbiamo superato l'esame del Malibran.
Le
persone che ho invitato sono state più che soddisfatte della serata,alcune
addirittura "meravigliate" sia della nostra resa corale, sia dello
spettacolo nel suo complesso e me lo hanno riferito non per fare dei complimenti
gratuiti, ma sinceramente, con il cuore ed in buona fede.
Il
giorno dopo ero esausto, spompato: erano ritornate la calma e la tranquillità.
Alle
prove successive, quando Claudio ha potuto dire le sue impressioni a tutti noi
riuniti, ci ha "rimproverato" perché nella seconda parte del concerto
eravamo meno concentrati della prima: avremmo reso di più se la nostra
concentrazione fosse stata quanto all'inizio. Il maestro, si sa, ci ha davanti e
ci guarda, ed ha avuto questa impressione; però, ad essere sincero, (parlo per
me stesso naturalmente), dopo l'intervallo mi sono sentito più leggero, mi ero
scaricato di tante apprensioni, forse ingiustificate, ma era così.
Ormai
tutto è passato, le cose “brutte e cattive” sono passate; ci rimangono le
soddisfazioni e le cose buone da portare avanti.
Al
Presidente, un ringraziamento particolare per come ha guidato l'organizzazione,
ed un “bravo” per le trovate delle sue idee (non so dove le vada a trovare)
e per il lavoro che ha fatto.