SENZA TITOLO

Vi è mai capitato di assistere ad un attacco collettivo di "ricordite" (grave malattia che colpisce i coristi anziani) senza aver la possibilità di intervenire?.

A me sì ! Di solito resisto un pochino e alla fine, con voce da predicatore ispirato, pontifico in questo modo : Chi vive solo di ricordi non ha futuro " .In genere ottengo una ridda di proteste, ma almeno ho l'occasione di dire qualcosa anch'io. Ed allora insisto su quel solo, per far intendere che si adagia sui ricordi solo chi non ha più tanta voglia di continuare . A questo punto possono succedere due cose: o rischio il linciaggio da parte di quelli che custodiscono i ricordi più gloriosi, o nell'ambiente si crea un clima di meditazione monacale. Nel frattempo io ho già organizzato le mie reminiscenze scolastiche e scolpisco nell'aria a caratteri lapidari la frase del filosofo: " Il presente non è che la proiezione del passato nel futuro".

Altro minuto di silenzio commemorativo e poi chi ne ha voglia continua il discorso, sviluppandolo in modo meno scherzoso. Così come faccio adesso. Di tanto in tanto si sente ripetere nell'ambiente dei Cori l'affermazione che esistono più Cori che coristi. E sicuramente non perché i cori siano tanti, ma perché i coristi sono pochi. Ed il glorioso passato di ciascun Coro non riesce assolutamente a farli aumentare: a meno che questo passato non costituisca la forza per un impulso proiettato al futuro. Ma non basta!. Se, come dice il filosofo, è vero che il "già fatto" diventa il "da farsi", ciò che dobbiamo "fare" adesso non è solo cantar bene, anzi meglio, ma anche cercare di analizzare le cause del mancato ricambio dei coristi.

Secondo me sono di due tipi: cause interne e cause esterne. Le prime sono sicuramente legate alle vicende comuni a tutti i Cori: stanchezza, menefreghismo di alcuni membri, ambizioni personali contrastanti con l'interesse comune e tutti quegli aspetti negativi, che possono trovare soluzione con interventi democraticamente concordati. Le seconde, quelle esterne, sono certamente di più difficile analisi , ma comunque legate al modo di far cultura, a partire proprio dalla Scuola. Infatti da sempre nella Scuola dell'obbligo la musica è stata insegnata solo dai maestri "intonati", benché nelle pagelle delle elementari fosse prevista una valutazione sul Canto.

Nei programmi attuali la tastiera del pianoforte è stata sostituita da quella della calcolatrice, perché si preferisce pensare all'informatica intesa come mercato di "computers" piuttosto che come formazione logico/matematica. I grandi mezzi di comunicazione di massa, dimenticando le nostre tradizioni, ci propinano le lugubri notti di halloween e tralasciano le allegre feste paesane, dove qualche canta coinvolgerebbe in modo "sanguigno", non "sanguinante".

Io credo che da questa prima, incompleta analisi possa derivare un minor senso di colpa rispetto alla crisi incombente di cui abbiamo parlato fino ad ora.

Ma indubbiamente ne viene anche un maggior impegno per quel benedetto "da farsi", che potrebbe condensarsi in quello che scelgo come titolo di queste considerazioni: PROSELITI ...........COME?

(si accettano suggerimenti)

Toni Dittura

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